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IMPIANTI A GAS: Una risposta ecologica!

Ne parliamo con Franco Govoni

di Nadia Gagliardi Coja – Caracult Ass.

 

D: Da oltre 40 anni la vostra azienda segue l’evoluzione dell’elettronica dell’automobile e si è specializzata negli impianti di ultima generazione GPL e Metano, quindi carburanti ecocompatibili.

R: Siamo sul mercato dal 1967 e dal 1994 ci siamo specializzati nell’alimentazione alternativa per auto GPL/Metano. Il nostro lavoro, in tanti anni di attività, è sempre stato quello dell’alimentazione, dal carburatore alle prime iniezioni.

Negli ultimi anni, però, ci siamo dovuti adeguare ai tempi in quanto è stata superata la tradizionale figura dell’auto-riparatore.

Con la collaborazione dei miei figli che porteranno avanti questo nuovo modo di “fare officina”, ci siamo organizzati estendendo la gamma dei nostri servizi: dall’alimentazione alla meccanica, all’elettronica.

Nella nostra azienda io sono responsabile dell’alimentazione, mio figlio Michele dell’elettronica, l’altro mio figlio Andrea della meccanica; ognuno di noi si è specializzato nel suo ramo fornendo un servizio completo e globale ed un unico punto di riferimento affinché il cliente possa sentirsi seguito e trovare presso di noi la soluzione ad ogni suo problema.

L’evoluzione che abbiamo raggiunto in questo campo è la conseguenza di cinque e più anni di progetti assegnati.

L’idea di realizzare il primo centro AGPoint in Italia non è stata un’improvvisazione né è nata dall’oggi al domani.

Valutando le esigenze, sempre più emergenti, che l’attuale mercato richiede, di ridurre le emissioni, di trovare soluzioni più ecologiche per l’ambiente e per la salute dell’uomo, abbiamo riscontrato nei prodotti di trasformazione olandesi qualità tecnologica ed in collaborazione con l’importatore italiano di questo prodotto, abbiamo creato un progetto basato su qualità, professionalità ed esperienza, istituendo il primo AGPoint in Italia.

Abbiamo guardato all’Olanda come un esempio da emulare, un paese in cui la maggior parte dei veicoli sono dotati di alimentazione alternativa a gas e dove il rispetto per l’ambiente è molto più sentito e i controlli e le normative molto più severe. Quindi la scelta del prodotto olandese ha una sua ragione precisa: l’abbiamo fatta dopo aver testato e sperimentato il prodotto.

D: Leggo nei vostri materiali che – prima ancora del risparmio, dell’affidabilità, dell’assistenza, della prestazione – voi evidenziate come elementi prioritari della vostra offerta:

- energia alternativa pulita

- ecologia

-tutela dell’ambiente

Questo vi fa onore, ma da cosa nasce la vostra sensibilità a queste tematiche?

R: Con l’introduzione della benzina verde è nata la nostra esigenza di capire meglio e di approfondire di più la conoscenza tecnica dei combustibili e le loro caratteristiche, acquisendo, in tal modo, maggiori informazioni e mettendo a confronto i parametri di emissione del Gpl e del Metano con quelli della benzina verde e del diesel. Il Gpl e il Metano sono considerati carburanti ecocompatibili e cioè con ridotte emissioni di sostanze inquinanti come: monossido di carbonio, idrocarburi incombusti, biossido di zolfo, particolato, composti organici volatili e sostanze ritenute cancerogene e pericolose come benzene e IPA (Idrocarburi Policiclici Aromatici). Inoltre nel Gpl e nel Metano non è presente il piombo e quasi completamente assente lo zolfo. Una nota importantissima merita il particolato, con l’alto livello delle famigerate polveri sottili PM 10 e PM 2.3 (che portano spesso alla limitazione del traffico urbano) e che nel Gpl e nel Metano sono praticamente assenti.

Parlare di ecologia è sempre stato scomodo e chi lo ha fatto era consapevole di scontrarsi con gli interessi finanziari e commerciali dell’intero mondo economico. Oggi per nostra fortuna questo è vero un po’ meno di ieri. Occorre sensibilizzare l’opinione pubblica, questa è la nostra vera missione, informare il cliente il quale è tenuto a sapere che, oltre all’aspetto economico, esiste un problema ecologico di cui deve ormai prendere coscienza, lasciandosi indurre alla riflessione.

In alcuni altri paesi, come l’Olanda, scegliere l’alimentazione a gas è un fatto culturale, contrariamente al nostro in cui non è stata ancora raggiunta questa consapevolezza. Oggi siamo “obbligati” a diventare ecologisti altrimenti non possiamo circolare.

L’avvento dell’Euro 5 è la fase finale di un progetto programmato per ridurre le emissioni; solo al suo compimento sarà possibile parlare seriamente di alimentazione alternativa e di sistemi ecologici. E’ prevedibile che cambieranno completamente le strategie elettroniche e motoristiche con l’introduzione di motori a basso inquinamento e l’utilizzo di carburanti considerati ecologicamente alternativi quali Gpl, Metano e Idrogeno.

Se affrontiamo il tema dell’inquinamento non possiamo parlare solo di auto ma dobbiamo parlare anche di emissioni degli impianti di riscaldamento, di costruzione delle strade, di produzione dei pneumatici, anche se effettivamente l’utilizzo del diesel è quello che produce più polveri in assoluto. Tempo fa si parlava di emissioni di polveri PM 10, oggi abbiamo anche emissioni di PM 2.3 (dette nanopolveri) che sono quindi più sottili e riescono a penetrare meglio all’interno delle vie respiratorie.

Il discorso è complesso e va risolto a monte: occorre tenere conto delle condizioni atmosferiche, delle stagioni asciutte caratterizzate da aria statica e delle strade che avrebbero bisogno di essere bagnate spesso in modo tale che le polveri non si diffondano.

E’ nostra convinzione che il problema dell’inquinamento non si risolva con il solo blocco del traffico.

D: Le attività di trasporto, ormai è un dato certo, costituiscono una delle principali cause d’inquinamento ambientale e relativo cambiamento climatico; l’Unione Europea, affiancata dai suoi partner internazionali, si occupa da tempo del problema ed è finalmente arrivata alla consapevolezza che solo con l’impegno congiunto da parte delle autorità internazionali, dell’industria automobilistica, del mondo della ricerca, potrà fronteggiare l’emergenza ambiente.

Quanto invece, a suo parere, dipenderà dalla sensibilità, dalle scelte dei cittadini e dal comportamento più consapevole di ciascuno di noi?

E aggiungo: a proposito del trasporto sensibile, che farete voi operatori del settore per influenzare queste scelte?

Per tentare di motivare l’opinione pubblica ad adottare comportamenti maggiormente ecocompatibili?

E’ sufficiente un’adeguata informazione? Sono sufficienti gli incentivi statali?

Non crede che sia questo il vero problema oggi da affrontare: la consapevolezza e la sensibilizzazione da parte dell’opinione pubblica?

R: Nell’ambito di un contesto operativo quale il nostro, cerchiamo di esercitare un’azione di comunicazione e di informazione. Abbiamo realizzato anche un sito internet con l’intento di fornire, nel modo più semplice, informazioni relative alle diverse tipologie di trasformazione, mettendo a disposizione dell’utenza la nostra esperienza di questi anni e invitandola a contattarci, oltre che per il servizio di assistenza tecnica, per una consulenza personalizzata.

Forti dell’esperienza acquisita, della passione e dell’amore per il nostro lavoro siamo stati premiati dall’interesse e dall’attenzione della clientela; in molti ci hanno contattato e si sono affidati ai nostri consigli, ritenendoli seri ed attendibili.

Gli incentivi statali sono stati un buon mezzo per attirare l’attenzione e pur avendo come finalità l’ottenimento del contributo economico, hanno, al contempo, esercitato un’azione informativa e di comunicazione di notevole diffusione.

L’informazione per noi è fondamentale ed è l’unico modo per sensibilizzare l’opinione pubblica, ma deve essere ben strutturata e coordinata da esperti, in completa sinergia con i settori tecnico-operativi, i quali, ciascuno per le proprie competenze, devono essere in grado di dare un orientamento corretto, coerente ed affidabile.

D: Si parla di sostanze inquinanti e a tale proposito l’Organizzazione Mondiale della Sanità riferisce di un problema, molto serio, relativo all’inquinamento atmosferico in Italia: lo smog causa migliaia di decessi all’anno e sono, soprattutto, le cosiddette “polveri sottili”, emesse dalle auto diesel, ad essere sotto accusa, tra le città con maggiori tassi inquinanti compare anche Bologna.

Le polveri sottili, dal piccolo diametro, sono responsabili di gravi malattie dell’apparto respiratorio; polveri da combustione che possono arrivare fino alle vie respiratorie più profonde, trascinandosi dietro sostanze altamente tossiche e spesso cancerogene. La nostra salute è dunque gravemente a rischio. Se l’unica alternativa per il nostro futuro è l’energia pulita, le automobili ecologiche ed ecocompatibili e gli ecocombustibili, ciò significa che, accelerando questa svolta, potremmo avere prospettive più rassicuranti per la nostra salute e per l’ambiente.

Nonostante ciò non c’è ancora una consapevolezza sufficientemente radicata e diffusa, manca la sensibilità, il coinvolgimento, la condivisione per il raggiungimento di un obiettivo così irrinunciabile per la nostra vita, per il nostro futuro, come lo spiega?

R: Il fatto che Bologna sia un nodo strategico rispetto all’intera rete stradale ed autostradale nazionale ha certamente un suo peso in quanto determina una elevatissima concentrazione di automobili rispetto ad altre zone della nostra penisola e quindi d’inquinamento.

Rendere il traffico più agibile, attraverso l’ampliamento delle corsie autostradali e della tangenziale, può rappresentare certamente un fattore positivo, considerando l’alto inquinamento prodotto dalle vetture in coda o ferme a causa d’ingorghi, tuttavia non è sufficiente.

La trasformazione dell’alimentazione resta in ogni caso l’unica strada percorribile anche se, per il cliente, l’ordine di priorità delle motivazioni che tale soluzione può offrire è il seguente: con l’impianto a gas posso -

-circolare sempre

-risparmiare

-se poi inquino meno è anche meglio

Tuttavia è già importante prendere atto dell’esigenza del cambiamento, sia pure con priorità diverse da quelle che in realtà dovrebbero essere.

E’ un processo lento ma è comunque importante che abbia avuto inizio.

Presupposto prioritario per la sensibilizzazione resta l’informazione, diretta, corretta, precisa, capillare, programmata con ampia diffusione dalle autorità preposte, attraverso gli organi d’informazione specializzati e le reti operative competenti; tutto ciò che fino ad oggi è mancato o è stato lasciato alla buona volonta’ ed all’iniziativa isolata dei singoli operatori del settore, con le difficoltà e le problematiche che ne sono conseguite.

Indispensabile diventa la conoscenza, la chiarezza su ciò che è nocivo e ciò che non lo è, senza demonizzazioni ma con spirito di consapevolezza e responsabilità. Serve più che mai la competenza degli esperti del settore, i quali dovrebbero avere il coraggio di affermare con limpidezza e obiettività la giusta strada da seguire, anche contro gli orientamenti e gli interessi economici. L’importante è che il cittadino sia informato e sappia come stanno le cose in modo da poter fare liberamente le sue scelte, scelte finalmente consapevoli, sulla propria vita, sul proprio futuro. E’ la cattiva informazione o l’informazione non corretta, contraddittoria e ancor peggio quella alterata che crea disorientamento e sfiducia nei cittadini. Occorre esigere maggiore trasparenza circa le soluzioni più giuste da adottare, anche in merito ad alimentazioni alternative come l’idrogeno e l’acqua che potrebbero rappresentare le soluzioni innovative per il nostro futuro.

D: Le grandi case automobilistiche stanno iniziando ad adeguarsi dichiarandosi volontariamente impegnate a ridurre le emissioni del CO2 e questo rappresenta una vera e propria pietra miliare nella strategia dell’UE, volta ad arginare queste emissioni. Qualche risultato è già stato prodotto ma gli obiettivi restano ambiziosi. Le nuove tecnologie saranno applicate al ciclo di produzione delle case automobilistiche e le industrie produttrici degli impianti a biocombustione, per poter offrire al pubblico la possibilità di acquistare direttamente presso i concessionari veicoli nuovi già alimentati con energia alternativa pulita, dovranno allearsi con le stesse case per garantire l’assistenza post-vendita e la necessaria formazione tecnica alla rete dei rivenditori. Quindi una strategia industriale e commerciale che coinvolge sia i produttori di veicoli che i produttori di impianti e che presuppone grande disponibilità a confrontarsi e collaborare. Esistono già sinergie legate a grandi nomi dell’industria dell’automobile, crede possibile la diffusione di queste strategie sinergiche anche a livelli territorialmente più localizzati e capillari? Crede che gli operatori del settore, anche a livello di piccoli installatori o piccoli concessionari, saranno pronti a raccogliere le nuove sfide del mercato e della tecnologia? A investire su formazione ed aggiornamenti? Ad affrontare con dinamismo imprenditoriale ed innovazione tecnologica questa nuova realtà?

R: Effettivamente è nella fase di produzione che bisogna intervenire. Ci si sta adeguando e le case costruttrici di impianti hanno fatto passi da gigante in questa direzione; sono stati investiti grandi capitali per seguire le innovazioni dell’ elettronica e sono stati già raggiunti ottimi livelli. L’avvento dell’Euro 5 rappresenta, senz’altro, il presupposto determinante per questa problematica. Più sarà accelerata l’introduzione dell’Euro 5 e prima arriveremo alle soluzioni alternative, attivate dalle stesse case di costruzione, attraverso impianti a GPL, a Metano, a Idrogeno, già previsti nella fase di produzione. Si tratterà quindi di un’evoluzione vera e propria. I progetti di trasformazione oramai sono molto più veloci e ravvicinati in quanto le esigenze cambiano più in fretta. Gli stessi processi di affermazione di E3, E4, E5 si sono accelerati proprio allo scopo di arrivare, prima possibile, al minor inquinamento delle auto. Resterà il problema di riposizionare sul mercato quelle vetture non perfettamente in linea con le normative ecologiche ed ambientali che probabilmente non potranno essere rottamate e che dovranno trovare, invece, canali commerciali alternativi di ricollocazione. Nell’ambito di quattro o cinque anni avremo una vera e propria rivoluzione sotto questo aspetto.

I Sistemi da noi usati per le trasformazioni sono prodotti dal GRUPPO TELEFLEX GFI, multinazionale canadese che sta già lavorando sul dopo Euro 5. Si tratta di un’azienda affermata a livello mondiale, esperta di produzione di iniettori ed impianti di alimentazione GPL e Metano, che ha acquisito le aziende leader in questo settore (le olandesi AG e COLTEC) per poter offrire al mercato europeo un prodotto di trasformazione di primo impianto ed un prodotto per l’after market”, vale a dire per auto da trasformare successivamente a bifuel.

Pertanto questa azienda in futuro si rivolgerà direttamente alle grandi case automobilistiche, affinché le auto escano dalla produzione già dotate di impianti ad alimentazione alternativa. Pochissime sono le aziende automobilistiche che attualmente operano in tal modo, la maggior parte delle vetture con impianto ad alimentazione alternativa, sono state trasformate successivamente all’immatricolazione.

Oggi i grandi gruppi si stanno avvicinando, in qualche modo, al concetto della fornitura di un prodotto ecologico completo, ma le componenti restano ancora slegate tra loro, nel senso che l’impianto viene fornito dalla casa di produzione successivamente al ciclo di produzione stesso della vettura e necessita ovviamente dell’intervento di un installatore in grado di montarlo sul veicolo; siamo però ancora lontani dalla fornitura di un prodotto completamente finito.

Pur tuttavia se parliamo di auto ecologiche il nostro paese sarà tra quelli più avanzati, anche se si renderà necessario che le nostre realtà di produzione di impianti più significative, piuttosto che farsi concorrenza, capiscano l’esigenza di una partnership, attraverso la quale poter proporre un prodotto di primo impianto ad alta tecnologia, competitivo anche a livello europeo. In caso contrario saranno le grandi società internazionali, a prendere il nostro mercato, offrendo un prodotto completo e competitivo. Bisognerebbe essere un po’ più lungimiranti e porsi in prospettiva per immaginare il futuro, con una maggiore attenzione agli ipotizzabili sviluppi degli scenari del mercato nazionale ed internazionale, sulla base delle nuove esigenze che si vanno, via via, affermando. Gli sforzi vanno impiegati in quella direzione, non in quella della concorrenza locale, in un momento così delicato di profonda evoluzione come quello che stiamo vivendo.

Bisogna prendere coscienza della trasformazione in atto per cui, tra alcuni anni, non avrà senso neppure più il nostro lavoro; non esisterà più la figura dell’installatore di impianti, il quale dovrà dedicarsi all’assistenza, alla formazione tecnica del personale, alla consulenza.

Come abbiamo creduto nel prodotto olandese che abbiamo “scoperto” nel 2000, preteso in esclusiva e che stiamo ancora oggi rappresentando, così crediamo in queste nuove prospettive.

D: Nel suo futuro quindi, ancora una volta, la volontà e la determinazione di accettare nuove sfide e di adattare e trasformare, “camaleonticamente” le proprie attitudini lavorative per rimanere al passo con i tempi e con le rinnovate esigenze, ma soprattutto con le nuove tendenze tecnologiche.

R: Assolutamente sì, bisogna muoversi così se si vuole sopravvivere ed evolvere allo stesso tempo; del resto in altre nazioni, questa è già realtà da decenni; qui in Italia invece i piccoli artigiani sono rimasti legati al loro contesto, senza possibilità di trasformazione o di adattamento al nuovo mercato e sono in grande difficoltà, privi di prospettive per il futuro. Anche se, ovviamente, il nostro è stato un progetto molto impegnativo che ha richiesto grandi sacrifici, sia in termini di risorse umane che in termini economici, possiamo senz’altro affermare che questi valevano la pena di essere fatti, per la soddisfazione personale e la passione che anima il nostro lavoro.

Il nostro è stato il primo centro AGPoint in Italia e di questo siamo fieri.

L’amore per la nostra professione ci porta a non fermarci e a trovare sempre nuovi stimoli.

La clientela sta apprezzando sempre di più questa nostra attenzione alle innovazioni e questa spinta a prevenire i tempi e le esigenze, cosa che ci sta dando molte gratificazioni.

Del resto con Internet il consumatore è più informato e chiede di essere messo al corrente, di capire; riconosce il nostro ruolo, lo sforzo e la volontà di offrire una consulenza sempre più specialistica che possa rappresentare un giusto contributo alla sensibilizzazione; questo è il nostro modo di informare: dare, attraverso l’esperienza, una valenza diversa ai nostri servizi, mettendoci a disposizione affinché il cliente superi ogni incertezza ed ogni dubbio ed individui la soluzione giusta alle sue esigenze.

A noi piace questo tipo di rapporto con la clientela, basato sulla fiducia che, al di là degli interessi e degli aspetti economici, ci fa sentire utili e ci fa crescere come azienda e come persone.

 

baldi e govoni

 

 

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